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La borsa svizzera recupera leggermente terreno, ma rimane negativa, con l'indice SMI dei principali titoli che in fine di mattinata segna una flessione dello 0,98% a quota 7'799.64, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,87% a 8'204.04 punti.

Stando agli analisti gli investitori hanno fatto scattare gli ordini di vendita delusi dal G20 finanziario di Shanghai, che non ha prodotto i risultati sperati. Il calo dei listini, generalizzato in Europa, segue la flessione delle Borse asiatiche segnate dal pesante tonfo delle Piazze cinesi.

L'attenzione si sposta ora sulla Banca centrale europea che giovedì, secondo le previsioni, annuncerà nuove misure di stimolo in uno scenario inflazionistico riveduto in peggio.

Sulla piazza zurighese tutte le blue chip sono di segno rosso, ad eccezione di Syngenta, che allunga leggermente il passo dello 0,45%. Il gruppo agrochimico basilese è oggetto di un'offerta di acquisto da parte della cinese ChemChina.

Appaiono molto deboli i bancari: Credit Suisse flette del 2,27%, Julius Bär dell'1,34% e Ubs dell'1,18%. Trascinano il mercato verso il basso anche i valori considerati resistenti alle crisi: il colosso dell'alimentare Nestlé cede lo 0,92%, mentre tra i farmaceutici Novartis scivola all'indietro dello 0,97% e Roche dell'1,27%. Nel segmento del lusso Swatch (-0,41%) se la cava meglio di Richemont (-1,10%).

Sul mercato allargato Panalpina, che ha annunciato utili in leggera crescita e un un fatturato in calo, sta perdendo il 5,90%.

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SDA-ATS