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Inizio di settimana con il segno meno per la Borsa svizzera: l'indice SMI dei titoli guida segna dopo i primi scambi una flessione dell'1,23% rispetto a venerdì a 7.779,97 punti, mentre l'indice complessivo SPI indietreggia dell'1,14% a quota 7.779,97.

Avvio di seduta in rosso anche per Londra (Ftse 100 -0,70% a 6.053 punti), Milano (Ftse Mib -0,95% a 17.318 punti), Parigi (Cac 40 -0,90% a 4.275,84 punti) e Francoforte (Dax -0,93% a 9.424,93 punti).

Deboli pure le Borse cinesi, dopo il G20 finanziario di Shanghai e lo yuan ai minimi da quasi un mese. L'indice Composite di Shanghai ha chiuso in ribasso del 2,86%, a 2.687,98 punti, dopo che nel corso della giornata era arrivato a perdere il 4,44%, toccando i livelli minimi dal novembre 2014, mentre la Borsa di Shenzhen ha perso il 4,98% in chiusura, a 9.097,36 punti: durante la seduta le perdite erano arrivate a segnare il 6,14%.

A Tokyo l'indice Nikkei 225 ha ceduto stamane l'1% a 16.026,76 punti.

La People Bank of China ha fissato oggi la parità dello yuan, la valuta cinese, a 6,5452 sul dollaro, in calo dello 0,17% rispetto al riferimento di venerdì scorso e ai minimi dal 3 febbraio scorso, nonostante le rassicurazioni del governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, che aveva spiegato da Shanghai che non c'erano i presupposti per un ulteriore deprezzamento della valuta cinese.

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SDA-ATS