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Borsa svizzera perde ulteriormente terreno, pesa la Grecia

Il tira e molla nella trattativa sulla Grecia mette di cattivo umore le borse europee, Zurigo in primis: alle 11.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 9149,71 punti, in flessione dell'1,12% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI perdeva da parte sua l'1,01% a 9303,65 punti. I colloqui sul debito di Atene non sono ancora sfociati in un accordo, nonostante l'approssimarsi di scadenze importanti relative al rimborso di prestiti Fmi.

Gli investitori danno però anche prova di prudenza in attesa di conoscere, domani, l'ultimo rapporto sul mercato del lavoro Usa: un indicatore fondamentale poiché se i dati dovessero rivelarsi buoni si avvicinerebbero i tempi del rialzo dei tassi di interesse.

Sul fronte interno i riflettori tornano ad essere puntati su Syngenta (+1,52%), sulla scia di voci che danno BASF valutare un'offerta alternativa a quella di Monsanto. In positivo è anche Credit Suisse (+0,31%), che continua la scalata delle ultime sedute e che si muove nettamente meglio degli altri due bancari, UBS (-1,21%) e Julius Bär (-1,52%).

Tutti negativi sono i titoli maggiormente sensibili alla ABB (-0,48%), Adecco (-1,13%), Geberit (-1,26%) e Holcim (-1,22%). Perdite ancora più consistenti sono subite dalla sempre volatile Transocean (-2,04%).

Non riescono a contrastare la tendenza generale i pesi massimi Nestlé (-1,26%), Novartis (-1,65%) e Roche (-1,92%). SGS (-1,36%) ha annunciato l'acquisizione di una piccola società.

Nel mercato allargato LEM (-0,54%) ha informato sull'andamento degli affari.

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