Dopo una partenza leggermente negativa, la Borsa svizzera, condizionata dalle incertezze che pesano su un eventuale accordo commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti, ha proseguito la mattinata al piccolo trotto attorno alla parità.

Verso le 11.30, l'indice SMI dei titoli guida avanzava dello 0,04% a 8996,11 punti. L'indice completo SPI perdeva lo 0,02% a 10'613,71 punti.

Tra le blue chip che sostengono il mercato, Novartis saliva dello 0,73%. Oggi il gigante farmaceutico basilese ha comunicato di avere in portafoglio ben 26 blockbuster potenziali, ossia farmaci suscettibili di generare fino a un miliardo l'anno di introiti. Tra gli altri pesi massimi, Roche avanzava dello 0,47% e Nestlé dello 0,45%.

In sofferenza invece i bancari, con UBS in arretramento dello 0,52%, Credit Suisse dell'1,08% e Julius Baer dello 0,80%. Perdite più contenute per gli assicurativi: Zurich cedeva lo 0,19%, Swiss Re lo 0,22% e Swiss Life lo 0,05%.

Male anche i titoli ciclici, che scontano le incertezza a livello internazionale circa le vertenze commerciali e le ricadute sulla congiuntura. ABB perdeva lo 0,78%, Adecco l'1,22%, LafargeHolcim lo 0,94%. In negativo anche i valori legati al lusso con Swatch in arretramento del 2,79% e Richemont dello 0,84%.

A livello di SPI, Dufry cedeva il 4,81%: il gruppo basilese, specializzato nel commercio al dettaglio esentasse aeroportuale, ha registrato un fatturato di 6,5 miliardi di franchi, in crescita del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2017. Tuttavia, la crescita organica (+3,1%) è stata al di sotto delle attese e molto inferiore al 7,9% registrato un anno prima.

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