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La Borsa svizzera continua ad essere orientata al rialzo, con l'indice SMI dei principali titoli che in fine di mattinata segna un progresso dello 0,95% a 9'076,38 punti, mentre l'indice complessivo SPI avanza dello 0,91% a quota 9'295,15.

La Fed americana, sulla base dei verbali dell'ultima riunione, ha indicato che dicembre potrebbe essere il momento buono per un aumento dei tassi di interesse, fermi a zero da sette anni. Dopo una prima stretta si procederà comunque in modo graduale, in quello che potrebbe essere il ciclo di rialzi più lento della storia.

Tale gradualità, secondo gli analisti, ha fatto bene alle borse europee, partite tutte in progresso sulla scia positiva di Wall Street e di Tokyo.

Sulla piazza zurighese sono di segno meno solo Syngenta (-1,01%) e la sempre volatile Transocean (-0,46%), molto esposta alle variazioni dei prezzi del petrolio.

Nel segmento del lusso salgono, ma a ritmi inferiori rispetto all'andamento del mercato, sia Swatch (+0,27%), sia la concorrente Richemont (+0,26%), malgrado le esportazioni orologiere in ottobre siano diminuite per il quarto mese consecutivo, con una contrazione su base annua del 12,3%.

Tra i valori finanziari spicca la performance di Julius Bär (+3,33%): in evidenza si mettono comunque anche Credit Suisse (+2,22%) e UBS (+1,67%). Sostengono i listini pure i pesi massimi difensivi: Novartis sta guadagnando l'1,34%, Roche lo 0,59% e il colosso dell'alimentare Nestlé lo 0,46%.

Swisscom, punita dalla Commissione della concorrenza con una multa di 7,9 milioni di franchi per posizione dominante sul mercato delle connessioni a banda larga, sta avanzando dello 0,48%.

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SDA-ATS