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La borsa svizzera recupera terreno e si porta sopra la soglia della parità: l'indice SMI dei titoli guida segna in fine di mattinata una leggera progressione dello 0,22% a 8'643,57 punti, mentre l'indice complessivo SPI avanza dello 0,20% a quota 8'906,27.

In evidenza sin dall'avvio di seduta Syngenta (+5,85%) dopo speculazioni di un possibile avvicinamento o fusione con altre società. Per il gruppo agrochimico basilese avrebbe manifestato nuovamente interesse il gruppo statale cinese ChemChina, che stando a quanto scrive il portale di informazioni Benzinga sarebbe disposto a sborsare 44 miliardi di franchi cash, con un premio del 30% rispetto alle quotazioni di ieri. Sul fronte opposto vi è la volatile Transocean (-3,36%), penalizzata da un nuovo calo del prezzo del petrolio.

Per il resto il tema dominante è stato l'intervento della Banca nazionale svizzera, che non ha comunque modificato la sua politica monetaria.

L'istituto di emissione ha mantenuto fermo fra il -1,25% e il -0,25% il margine di fluttuazione del Libor a tre mesi, il suo principale tasso di riferimento. Sono stati anche confermati gli interessi negativi a -0,75% sui conti giro.

Il franco svizzero, ha detto il presidente Thomas Jordan, continua ad essere "nettamente sopravvalutato", malgrado una recente leggera flessione.

Sulla piazza zurighese i bancari appaiono contrastati, con UBS (+0,80%) e Credit Suisse (+0,28%) in progressione, mentre cede terreno Julius Bär (-0,59%).

Senza una chiara direzione nemmeno i valori ciclici più esposti alle variazioni regionali: arretra ABB, mentre allungano il passo Adecco (+0,44%) e LafargeHolcim (+0,99%). Nel segmento del lusso sale Swatch (+0,55%), ma non Richemont che rimane incollata sulle quotazioni di ieri. Poco mossi i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,07%), Novartis (+0,06%) e Roche (+0,11%).

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SDA-ATS