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La borsa svizzera rimane debole a due ore dalla chiusura, con l'indice SMI dei titoli guida che segna una flessione dello 0,31%, rispetto a venerdì, a quota 9'323.98, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,34% a 9'459.19 punti.

I mercati, secondo alcuni osservatori, sono prudenti in considerazione del voto amministrativo spagnolo e delle possibili conseguenze sulle prossime legislative, ma continua a preoccupare pure la partita a poker che si sta giocando ad Atene.

Stamane il capo del fondo di salvataggio europeo Esm, Klaus Regling, ha fatto sapere che "il tempo stringe e per questo si lavora senza sosta ad un accordo. Senza accordo, Atene non può avere altri prestiti e quindi rischia il fallimento". Il ministro ellenico delle finanze Yanis Varoufakis ha dal canto suo affermato che la Grecia ripagherà quanto dovuto al Fondo monetario internazionale.

L'euro appare peraltro sotto pressione, sia rispetto al dollaro, sia rispetto al franco.

Sulla piazza zurighese è in affanno il segmento del lusso, con Richemont che cede l'1,92% e Swatch il 2,10%, dopo una valutazione negativa della Banca cantonale di Zurigo. Arrancano i pesi massimi difensivi: il colosso dell'alimentare Nestlé rimane sostanzialmente invariato, Novartis scende dello 0,46%, mentre Roche si mantiene a fatica a galla (+0,14%).

Tra i bancari UBS (-0,25%) fa leggermente meglio di Julius Bär (-0,58%). Pesante l'arretramento di Credit Suisse, che scende del 2,01%. Tutti negativi i titoli più sensibili alle variazioni congiunturali ad eccezione di ABB che mette a segno un progresso dell'1,03%.

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SDA-ATS