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La borsa svizzera rimane fiacca con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna una flessione dello 0,85% a 7'950,98 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,83% a quota 8'410,11.

Sui mercati pesano i dati macro poco confortanti arrivati dal Giappone e dalla Cina. Il pil giapponese è sceso nel quarto trimestre del 2015 dello 0,3% rispetto al terzo trimestre e dell'1,1% su base annualizzata, ma a preoccupare è soprattutto il tonfo dell'export cinese, crollato a gennaio del 25,4%, anche a causa del fermo delle attività dovuto al capodanno lunare.

Tutte le blue chip sono di segno negativo, con poche eccezioni: si mantengono infatti a galla solo Richemont (+0,30%, mentre la concorrente Swatch scivola dello 0,84%), Syngenta (+0,39%, Chemchina ha presentato ufficialmente l'offerta d'acquisto per il gruppo agrochimico basilese) e Transocean (+0,24%, molto sensibile alle variazioni del prezzo del petrolio).

Tra i bancari UBS lascia sul terreno l'1,45%, Credit Suisse l'1,75% e Julius Bär l'1,23%. Trascinano al ribasso i listini i pesi massimi difensivi con il colosso dell'alimentare Nestlé a -0,70%. Fanno ancora peggio i farmaceutici Novartis (-0,97%) e Roche (-0,91%). Pesante, tra i titoli più esposti alle variazioni congiunturali, il tonfo di LafargeHolcim (-2,08%).

Sul mercato allargato hanno, tra le altre, presentato i risultati aziendali Valora (+1,82%), Mikron (+2,88%), Fentool (-0,70%), Inficon (-2,01%), Huber+Suhner (+0,66%), Goldbach (-0,21%) e Lindt&Sprüngli (-0,48%).

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SDA-ATS