La borsa svizzera appare fiacca, con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna una flessione dello 0,31% a 9'118,32 punti, mentre l'indice globale SPI arretra dello 0,30% a quota 9'259,27.

Sui mercati continua incessantemente a pesare l'incognita del debito greco: ieri il Fondo monetario internazionale ha abbandonato il tavolo delle trattative di Bruxelles ed è tornato a Washington, convinto che un accordo sia molto lontano e frustrato dalla assoluta mancanza di progressi nel negoziato.

Il presidente dell'Ue, Donald Tusk, ha peraltro esercitato nuova pressione sul governo ellenico invitandolo a farla finita con il "gioco d'azzardo" e ad essere "più realista", perché qualcuno potrebbe presto chiamare il "game over".

I listini a Zurigo sono sostenuti unicamente dal colosso dell'alimentare Nestlé (+0,14%), nonché da Swatch (+0,19%), Swisscom (+0,38%) e ABB (+0,19%).

Tra i bancari Credit Suisse (-0,08%) rimane vicina alla soglia della parità, mentre fanno un passo indietro UBS (-0,59%) e Julius Bär (-0,48%). Arretrano anche i giganti farmaceutici Novartis (-0,16%) e Roche (-0,95%).

Sul mercato allargato Sika, che ieri ha ottenuto in tribunale un punto in suo favore nella disputa che la oppone alla rivale Saint Gobain, sta guadagnando l'1,7%.

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