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Borsa svizzera rimane orientata al rialzo

Dopo aver aperto con il segno più e operato una fugace sortita in territorio negativo la borsa svizzera si è orientata a un lieve rialzo e da diverse ore oscilla in una fascia molto ridotta. Alle 15.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 6372,06 punti (+0,31% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI era in crescita dello 0,26% a 5790,45 punti.

Permane l'attenzione su Roche (+0,54%): il titolo venerdì era salito fortemente dopo l'uscita di Maja Oeri dal gruppo di azionisti legati da contratto dal 1948, costituito dagli eredi del fondatore Fritz Hoffmann-La Roche. Il cosiddetto "pool" di proprietari ha perso la maggioranza dei voti: controlla ora la società solo al 45%. Questo fa pensare a scenari di fusione con Novartis (+0,10%), che già detiene un terzo dei voti e il 6,2% di tutti i titoli in circolazione.

Ma in un'intervista pubblicata ieri dalla SonntagsZeitung il vicepresidente del consiglio di amministrazione di Roche, André Hoffmann, ha sostenuto che un'unione con i "cugini" renani oggi avrebbe ancora meno senso che cinque o dieci anni or sono.

Sono leggermente ripiegati dai massimi di giornata sia bancari UBS (+0,65%) e Credit Suisse (+1,10%), sia gli assicurativi Swiss Re (+1,19%) - che aveva subito in pieno l'impatto dei disastri in Giappone - e Zurich (+0,62%).

Hanno per contro ripreso quota i valori più legati alla congiuntura come ABB (+0,51%) e Holcim (+0,36%). Nel segmento del lusso Swatch (+0,90%) appare più tonica di Richemont (+0,10), che subisce gli effetti di un cambiamento di obiettivo di corso operato da Citigroup. Praticamente invariata rimane Nestlé (+0,10%).

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