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La borsa svizzera rimane orientata al ribasso, sulla scia dell'incertezza riguardo ai fronti caldi della Grecia e dell'Ucraina. Alle 15.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 8575,70 punti, in flessione dello 0,52% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,48% a 8462,07 punti.

Come nel resto d'Europa anche sul mercato elvetico oggi si procede con il freno tirato: in attesa di sviluppi chiarificatori sui teatri di crisi diversi investitori preferiscono realizzare i recenti guadagni o rimanere a bordo campo. I volumi di contrattazione risultano inferiori alla media.

In assenza di novità di rilievo riguardo alle blue chip l'attenzione rimane puntata su UBS (-2,04%), già sotto pressione ieri dopo conti annuali accolti con delusione. Bene orientati sono invece gli altri due bancari Credit Suisse (+0,10%) - che domani informerà sull'andamento degli affari - e soprattutto Julius Bär (+1,62%).

In ordine sparso si presentano i valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (+0,16%), Adecco (+0,35%), Geberit (-0,16%) e Holcim (-1,16%). Nel segmento del lusso Swatch (-0,15%) si sta risollevando meglio di Richemont (-0,62%) dai minimi di giornata. Hanno per contro perso notevolmente terreno i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,98%), Novartis (-0,53%) e Roche (-0,41%).

Nel mercato allargato l'attenzione è concentrata su Vontobel (+3,41%), che ha sorpreso in positivo con i conti 2014. Una buona accoglienza ha ricevuto anche il bilancio di Temenos (+1,66%) mentre meno entusiasmo ha suscitato la Banca cantonale di San Gallo (-2,37%). Bobst (-0,33%) e Belimo (-0,19%) hanno reso noto il fatturato dell'anno scorso.

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SDA-ATS