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Non si ferma la corsa al ribasso della Borsa svizzera: l'indice SMI dei principali titoli segna in fine di mattinata una flessione del 2,13% a 7'790,49 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra del 2,17% a quota 8'087,36.

Il tentativo di stabilizzazione manifestatosi a inizio seduta ha quindi avuto vita breve e i listini hanno ricominciato a scendere dopo che la settimana scorsa era stata caratterizzata da cinque giornate in negativo, con un arretramento complessivo di oltre il 4%. La borsa sta quindi precipitando ai livelli di fine 2013.

L'atmosfera rimane condizionata dai recenti dati americani sull'impiego a gennaio, che hanno pesato venerdì su Wall Street. In generale è aumentato lo scetticismo nei confronti della solidità dell'economia statunitense, secondo un analista della Banca cantonale di Zurigo. Gran parte degli operatori asiatici sono peraltro inattivi a causa dei festeggiamenti per il capodanno lunare cinese, che si protrarranno fino a mercoledì.

Scivolano pesantemente all'indietro i bancari, con UBS che cede il 3,62% e Credit Suisse che arretra del 3,01%. Ieri il CEO del numero due bancario elvetico Tidjane Thiam ha indicato in un'intervista di aver chiesto al consiglio di amministrazione una riduzione della sua retribuzione, e di quella dei membri della direzione, dopo la deludente performance del 2015. Thiam ha anche detto che prima di assistere a un rimbalzo dei risultati ci vorrà pazienza.

Trascinano i listini verso il basso anche i pesi massimi difensivi, con il colosso dell'alimentare Nestlé in flessione dell'1,64%. Fanno peggio i farmaceutici: Novartis lascia sul terreno il 2,44%, Roche il 2,18% e la società biotecnologica Actelion il 3,90%.

Resiste Syngenta, che rimane ferma sulle quotazioni di venerdì. Monstanto, secondo un articolo della "NZZ am Sonntag", starebbe esercitando pressioni dietro le quinte per impedire che il gruppo agrochimico basilese passi sotto il controllo della cinese ChemChina.

La peggiore prestazione viene fatta segnare da Transocean, che dopo l'annuncio della rescissione anticipata di un contratto di locazione per una piattaforma petrolifera sta perdendo il 5,39%.

Sul mercato allargato DKSH, che ha annunciato risultati annuali superiori alle attese, sta invece guadagnando lo 0,57%. Di segno più anche Implenia, che sale dell'1,01%: il consiglio di amministrazione del gruppo zurighese propone di eleggere Hans-Ulrich Meister quale nuovo presidente dell'organo di sorveglianza al posto di Hubert Achermann che si ritira con effetto immediato per ragioni di carattere personale.

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SDA-ATS