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La Borsa svizzera rimane fiacca con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,63% a quota 9'335.29, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,56% a 9'470.72 punti.

Sui mercati pesano come sempre le incertezze legate alla soluzione della crisi greca, con qualche timido segnale di ottimismo dopo le dichiarazioni del presidente della commissione europea Jean Claude Junker che ha ribadito la volontà di mantenere Atene nell'euro.

Stamane è stato peraltro annunciato un calo del pil svizzero dello 0,2% nei primi tre mesi dell'anno, rispetto al trimestre precedente, dovuto allo choc monetario innescato dall'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro. Non ha aiutato a sollevare i mercati l'annuncio secondo cui l'economia americana ha frenato nel primo trimestre del 2015 più del previsto, segnando un Pil a -0,7%.

I listini della piazza svizzera sono trascinati verso il basso dai pesi massimi difensivi: il colosso dell'alimentare Nestlé sta perdendo lo 0,43%, Roche lo 0,99% e Novartis lo 0,61%.

Non sfugge al movimento al ribasso il segmento del lusso: fanno un passo indietro sia Swatch (-0,79%), sia Richemont (-2,44%), dopo che ieri sono stati diffusi dati in calo per quanto riguarda l'export di orologi.

Male anche i bancari, soprattutto UBS che lascia sul terreno l'1,06%, mentre perdite più contenute vengono fatte segnare da Credit Suisse (-0,40%) e Julius Bär (-0,38%).

Un solo titolo è in controtendenza rispetto all'andamento del mercato: si tratta di Syngenta (+1,04%), nel mirino della concorrente americana Monsanto che potrebbe migliorare secondo alcune speculazioni la sua offerta di acquisto.

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SDA-ATS