La borsa svizzera rimane orientata al ribasso, pur avendo recuperato qualcosa rispetto ai minimi di seduta: alle 15.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 8364,35 punti, in flessione dello 0,46% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI era in perdita dello 0,40% a 8227,96 punti.

Gli operatori parlano di un mercato nervoso, che reagisce immediatamente a indebolimenti anche minimi dell'euro. Oggi la moneta europea è arretrata di circa un centesimo rispetto a ieri e tanto è bastato per innescare realizzi di guadagno. "Lo shock provocato dalla Banca nazionale il 15 gennaio continua a farsi sentire", ha commentato un trader. Ora c'è anche chi parla apertamente di recessione: il KOF si aspetta un arretramento dell'economia elvetica dello 0,5% nel 2015 e una stagnazione nel 2016.

Gli investitori danno inoltre prova di una certa prudenza in vista della decisione della Federal Reserve sui tassi, che sarà resa nota questa sera. E anche gli ultimi sviluppi in Grecia, con lo stop alle privatizzazioni e il crollo della borsa di Atene, non contribuiscono a diminuire l'incertezza.

A livello di singoli titoli gli occhi rimangono puntati su Roche (-0,62%), che ha presentato un fatturato 2014 leggermente superiore alle aspettative, deludendo però a livello di utili e di dividendo: questo specialmente se messo in confronto con i dati appena resi noti da Novartis (+0,23%). Poco ispirato appare il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,92%).

In ordine sparso si presentano i valori maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (-0,79%), Adecco (+0,45%), Geberit (-0,58%) e Holcim (+0,08%). Fortemente negativo è Givaudan (-2,51%) alla vigilia della pubblicazione del bilancio 2014. Fra i bancari UBS (-1,29%) appare più in difficoltà di Credit Suisse (+0,15%).

Nel mercato allargato Schlatter (invariata) ha informato ieri sera sull'andamento degli affari.

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