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Momenti concitati alla borsa svizzera, che sta vivendo il crac peggiore della sua storia. Dopo la decisione Banca nazionale svizzera di abolire la soglia minima di cambio con l'euro il mercato è arrivato a perdere fino al 14%, bruciando circa 140 miliardi di capitalizzazione borsistica, un valore corrispondente al prodotto interno lordo di un intero trimestre.

Gli investitori temono guai seri per l'export elvetico e sono scattati gli ordini di vendita in massa. Il volume di contrattazioni a mezzogiorno era già di quattro volte quello di una normale intera seduta.

A partire dalle 12.30 è intervenuto un certo recupero: un'ora dopo (13.40) l'indice principale SMI perde circa il 9,5% a circa 8300 punti. Evoluzione analoga per il listino globale SPI, che scende a 8200 punti.

Singole blue chip - Swatch, Richemont - arretrano di oltre il 15%. Dallo tsunami si salva solo Swisscom (+0,29%), orientata al mercato interno.

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SDA-ATS