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La borsa svizzera perde vigore e scende sotto la soglia della parità: in fine di mattinata l'indice SMI dei principali titoli arretra leggermente dello 0,07% a quota 9'002.71, mentre l'indice complessivo scende dello 0,04% 9'224.84 punti.

Stando agli operatori nell'ultimo giorno di contrattazioni della settimana stanno prevalendo i realizzi di guadagno. Il fronte macroeconomico è privo di impulsi e anche dal profilo dei risultati aziendali non sono in calendario appuntamenti di rilievo.

In Europa si delinea intanto un nuovo allentamento della politica monetaria: parlando a Londra il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha affermato che "se l'economia non riuscirà a raggiungere un percorso di crescita autosufficiente con una stabilità dei prezzi, servirà un nuovo ulteriore stimolo monetario, che la Bce non esiterà a fornire". Alcuni operatori di borsa si aspettavano di più e molte borse europee dopo queste dichiarazioni hanno cominciato a rallentare.

Sulla piazza zurighese arrancano i titoli finanziari, con UBS che cede lo 0,05% e Julius Bär lo 0,21%. Credit Suisse, la cui assemblea degli azionisti ha approvato ieri un aumento di capitale pari a 6 miliardi di franchi, accumula una perdita dell'1,24%. Prevalentemente negativi i valori ciclici, con la sola eccezione di ABB che sale dello 0,42%.

In parziale ripresa, dopo le notizie di ieri sul calo delle esportazioni di orologi, il segmento del lusso: Richemont rimane invariata, ma Swatch recupera terreno e sale dell'1,05%. Tra i titoli difensivi il colosso dell'alimentare scivola a -0,33%. Resistono invece Novartis (+0,11%) e Roche (+0,07%).

Sul mercato allargato l'attenzione era puntata su OC Oerlikon, che oggi ha annunciato la cessione della sua divisione Leybold Vacuum al gruppo svedese Atlas Copco: in borsa il titolo è in forte ascesa (+6,47%).

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SDA-ATS