Dopo un'apertura in ribasso la borsa svizzera ha velocemente virato in positivo: alle 11.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 8809,81 punti, in progressione dello 0,81% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,70% a 8978,24 punti.

Archiviata la decisione della Federal Reserve di confermare la sua politica monetaria, il toto-tassi è ripartito: quando arriverà la stretta - si chiedono gli investitori - già quest'anno o solo nel 2016? "Dopo la Fed è prima della Fed", commentano insomma gli analisti di Credit Suisse. Alla luce dell'incertezza di fondo la volatilità dei mercati rischia di rimanere elevata: tanto più che sullo sfondo rimangono le incognite congiunturali, a partire da quelle relative alla Cina.

Sul fronte interno gli occhi sono puntati su Zurich (-1,26%), che a sorpresa ha annunciato la rinuncia ad acquisire l'inglese RSA, una decisione legata alle perdite nel settore danni. I commentatori prendono atto con favore dell'abbandono dei progetti di fusione, ma l'azione soffre per l'avvertimento sugli utili. Nello stesso segmento assicurativo il sole spende per contro su Swiss Re (+1,25%).

In ordine sparso si presentano i bancari UBS (+0,27%), Credit Suisse (-0,40%) e Julius Bär (+0,04%): quest'ultimo istituto ha fatto sapere di aver concluso il processo di integrazione delle attività internazionali di gestione patrimoniale di Merrill-Lynch.

Ben orientata è la gran parte dei valori maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (+0,91%), Adecco (+0,76%), Geberit (+0,59%), mentre si smarca LafargeHolcim (-0,53%). Forniscono un importante traino del listino i pesi massimi Nestlé (+1,02%), Novartis (+1,07%) e Roche (+1,36%).

Nel mercato allargato sotto pressione risulta Gottex (-10,75%), dopo semestrali deludenti. In evidenza per contro Temenos (+5,15%), grazie all'acquisizione di nuovi clienti.

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