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Borse: piano Grecia non basta a piazze Ue

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 febbraio 2012 - 21:03
(Keystone-ATS)

Giornata negativa per le Borse europee che hanno tirato il freno a mano all'indomani del via libera Ue al piano d'aiuti da 130 miliardi di euro per la Grecia. Al di là della Borsa di Atene, che ha chiuso con un -5,7% dopo l'ennesimo taglio del rating da parte di Fitch, i listini europei hanno perso mediamente lo 0,82% (Stoxx 600%): Francoforte ha ceduto lo 0,93%, Milano lo 0,92%, seguono Londra (-0,20%) e Parigi (-0,52%).

Il tutto mentre stanno proseguendo di poco sotto la parità gli indici statunitensi (Dow Jones -0,12%). Le Borse del Vecchio Continente sono state deboli sin da metà giornata in scia alla pubblicazione dell'indice manifatturiero di Eurolandia che ha registrato una contrazione inaspettata: è sceso a 49,7 da 50,4 di gennaio, al di sotto quindi della soglia dei 50 punti che fa da spartiacque tra espansione e contrazione del ciclo.

Gli indici europei hanno poi ampliato le perdite con la diffusione di alcuni dati Usa piuttosto deludenti. "L'economia Usa - commenta Vincenzo Longo, Market Strategist of IG Markets Italy - mostra una ripresa poco sostenibile e alcuni settori, come quello immobiliare, appaiono fragili. In Europa si intensificano i timori di una contrazione più lunga del previsto, che possa durare almeno per tutto il primo semestre del 2012".

Quanto alla situazione in Grecia, va detto che nel Paese sono ripresi gli scioperi di protesta, mentre il Parlamento deve approvare un progetto di bilancio che include gli inasprimenti di risanamento pretesi da Unione europea e Fondo monetario internazionale in cambio di nuovi aiuti.

Tra i singoli titoli azionari, mentre a Wall Street si sta guardando al colosso dei computer Dell che perde circa 6 punti percentuali dopo aver annunciato previsioni di vendite in forte calo per il trimestre in corso, nel Vecchio Continente gli occhi sono stati puntati su Societè Generale e il Credite Agricole, che hanno perso rispettivamente il 4,4% e il 3,7 per cento. Sempre a Parigi bene invece Peugeot, sull'ipotesi di un'alleanza con General Motors, che è balzata del 12,4 per cento.

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