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L'attesa per l'intervento "non convenzionale" della Bce continua a scaldare i mercati, sostenuti anche dalle aspettative degli investitori tedeschi sopra le stime degli analisti. Risultato: l'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ritoccato i massimi dall'inizio del 2008.

Impossibile per le Borse per ora pensare di raggiungere i tetti del 2007 e ancor di più del 2000, ma tutti i listini europei hanno chiuso in rialzo, non accusando le incertezze di Wall Street riaperta dopo il lungo ponte. In realtà si sono mossi in modo diverso: bene le Borse di Parigi e Madrid salite di oltre un punto percentuale, solida anche Milano grazie alle banche popolari che guardano alla riforma storica del governo Renzi, cauta Londra con i titoli dell'energia, frenata Francoforte in rialzo finale molto marginale, appesantita dal cattivo risultato del gruppo informatico Sap, che ancora fatica a far passare il suo business sul 'cloud'.

Negativa Atene, che ha perso l'1% e che da quando a inizio dicembre si è capito che vi sarebbero state le elezioni anticipate ha ceduto il 22%. Ed è alla Grecia che gli operatori guardano, cercando di capire se il board della Bce si sentirà di lanciare il 'quantitative easing' a poche ore dal voto ellenico. Per ora la risposta dei mercati sembra essere sì ma con cautela, perché molto dipenderà dall'ammontare della misura.

Ma le Borse appaiono già un po' drogate dalle liquidità che potrà arrivare nel circuito bancario, con molte multinazionali che avvieranno ingenti campagne di 'buy back' dei propri titoli azionari. E se anche i dati macroeconomici o i sondaggi sono positivi la corsa agli acquisti continua, almeno per ora. In questo caso è stato l'indice Zew della Germania a muovere i listini, con un dato di gennaio a 48,4 punti molto oltre la stima di un rialzo a 40 punti. Un segnale che spiega molte cose sulla non manifesta opposizione della Merkel al progetto di Draghi: in Germania l'economia corre ma i prezzi rischiano di rimanere fermi e quindi l'iniezione di liquidità anti deflazione potrebbe servire anche a Berlino.

Inoltre uno dei classici motori dei prezzi rimane a livelli bassissimi: l'avvio del petrolio a New York è stato drammatico, in calo di oltre il 3% poco sopra i 47 dollari al barile. Poi il greggio si è un po' ripreso ma la quota 50 dollari, fino a pochi mesi fa ritenuta minima, rimane ancora lontana.

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SDA-ATS