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Borse europee ignorano tagli Moody's, Bernanke gela listini

Le Borse ignorano gli ultimi affondi di Moody's sull'Italia e in prima battuta tentano il recupero, anche sulla spinta dell'inaspettato successo dell'asta di Madrid e dell'attesa per l'Eurogruppo che dovrà definire il meccanismo dello scudo anti-spread e i dettagli del salvataggio delle banche spagnole. Poi però arriva la delusione per il messaggio del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke e i listini azzerano i guadagni, a partire da Wall Street, mentre restano in tensione lo spread (sopra 480 punti) e l'euro.

La piazza peggiore è Milano che chiude in ribasso dello 0,94%. Fa meglio Madrid che archivia un +0,40% seguita da Francoforte (+0,18%), Parigi (-0,09%) e Londra (-0,59%).

Dal presidente della Federal Reserve non è arrivato l'aiuto sperato: nell'attesa audizione alla commissione bancaria del Senato Usa, il governatore si è limitato a ripetere di essere pronto a sostenere l'economia, ma non ha offerto spunti, e soprattutto nessun dettaglio, su concrete misure di stimolo che potessero far prefigurare l'ok a un terzo ciclo di acquisti di Bond.

Una misura "salutare" su cui il mercato scommette da tempo tanto più che il quadro economico tratteggiato da Bernanke è tutt'altro che incoraggiante: crescita "moderata", progressi nel mercato del lavoro "frustranti", fiducia "bassa". E la colpa - dice chiaramente il numero uno della Fed - è in buona parte dell'"Europa che sta rallentando l'economia mondiale" e c'è il rischio che la crisi monti ancora. Il messaggio non è piaciuto. Le piazze del Vecchio Continente hanno azzerato i guadagni raccolti a fatica e a dispetto del taglio del rating su enti locali italiani e banche comunicato nella notte da Moody's.

Sull'iniziale buon umore dei mercati molto aveva contato l'exploit dell'asta spagnola in cui Madrid ha collocato tutto (3,56 miliardi di euro) riuscendo a strappare tassi in ribasso. Sulla scadenza a 12 mesi il rendimento medio è sceso al 3,918% dal 5,074% dell'asta di giugno e per la tranche a 18 mesi il tasso è calato al 4,242% dal 5,107%.

L'euro è risalito sopra 1,23 dollari, per poi chiudere in Europa attorno a 1,2280, mentre per lo spread Btp-Bund è stata tutta una altalena con un picco a quota 490 e un minimo a 471 punti prima di chiudere a 481. A pesare, dicono nelle sale operative, è stato anche l'allarme default della Sicilia più che le prevedibili mosse di Moody's.

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