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Borse superano test elezioni Ue

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 maggio 2012 - 21:35
(Keystone-ATS)

Il test elettorale in Francia e Grecia mette a dura prova i mercati che alla fine, però, riescono a metabolizzare il nuovo corso europeo, per quanto incerto. Le borse del Vecchio Continente hanno inizialmente sofferto l'incertezza dello scenario europeo consegnato dall'esito del voto, in un mercato impegnato a sondare i possibili sviluppi dell'era Hollande sull'assetto degli equilibri nell'eurozona - a partire dal superamento dell'asse Merkel-Sarkozy - sulla tenuta della politica del rigore, mentre torna a tenere banco l'ipotesi di un'uscita della Grecia dall'euro.

Ma dopo una partenza da brivido, con ribassi attorno al 2%, è scattato il rimbalzo. Volatilità e nervosismo hanno dominato una seduta sulle montagne russe non solo per i listini europei, ma anche per lo spread tra Btp-Bund, risalito a quota 400 punti per poi ripiegare a 380, e per l'euro piombato ai minimi da tre mesi contro il dollaro, sotto la soglia di 1,30 prima di recuperare a 1,3060. L'avvio di giornata è stato pesante con Milano, Parigi e Francoforte, (Londra chiusa) in ribasso di quasi il 2% mentre Atene andava a picco con un tonfo dell'8%. Poi la schiarita grazie ai primi segnali distensivi arrivati da Standard & Poor's e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. L'agenzia di rating ha spiegato che la vittoria di Hollande non ha impatto immediato sul voto della Francia; e Merkel - pur rimarcando come il Fiscal Compact non sia negoziabile - ha promesso di accogliere Hollande "a braccia aperte" perchè "la cooperazione franco-tedesca è essenziale per l'Europa".

Hollande ha incassato anche il risultato positivo per la prima asta di titoli di Stato a breve termine post-voto. Parigi ha venduto circa 8 miliardi di obbligazioni, con rendimenti in calo su due scadenze su tre. Ma per il New York Times, gli investitori temono un effetto Hollande su debito pubblico e perdita di competitività. "I mercati non attaccheranno la Francia subito. Ma c'è il rischio - dice Jacob Funk Kirkegaard, del Peterson Institute for International Economics - che se Hollande non agirà presto la Francia possa diventare il nuovo malato dell'Europa". Per ora i il mercato ha reagito bene grazie anche al balzo del 2,2% degli ordinativi tedeschi per la forte domanda dei Paesi emergenti. Piazza Affari ha così recuperato arrivando a chiudere con un solido +2,56% trainata dai titoli bancari. Bene anche Parigi (+1,65%), Madrid (+2,76%) mentre Francoforte ha terminato piatta a +0,12%. In profondo rosso Atene (-7,96%). La deriva greca preoccupa anche se per ora sui mercati - digerita la logica dei salvataggi - è percepita più come un problema locale che europeo.

Il risultato del voto, con l'assenza di una chiara maggioranza, avvicina il "caos politico in cui la recessione diventa una depressione", profetizza l'economista Nouriel Roubini che vede aumentare le probabilità di una uscita di Atene dall'Eurozona entro il 2013. Una tesi condivisa da Citigroup che vede salire al 75% le probabilità di un abbandono della Grecia. E che l'ipotesi non sia così peregrina lo conferma Klaus Regling, responsabile del fondo salva-Stati Efsf, che avverte come una uscita della Grecia dall'eurozona avrebbe "conseguenze drammatiche" anche per gli altri Paesi membri coinvolti nei programmi di salvataggio.

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