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Bosnia: Ashton, futuro del Paese in Ue

SARAJEVO - "Il futuro della Bosnia è nell'Unione europea (Ue)": lo ha detto oggi a Sarajevo l'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue Catherine Ashton, al termine dell'incontro col primo ministro bosniaco Nikola Spiric, al quale ha promesso l'aiuto di Bruxelles "sul piano pratico perché il Paese possa realizzare le ambizioni europee".
Ieri sera, all'arrivo nella capitale bosniaca, prima tappa di un giro nei Balcani che comprende tappe anche a Belgrado e Pristina, Ashton ha detto che preoccupa l'attuale situazione politica in Bosnia e che "la mancanza di progressi in fatto di riforme e dialogo politico locale sono i motivi per cui questo paese è indietro rispetto agli altri stati della regione".
In vista delle elezioni politiche del prossimo ottobre, Ashton ha detto di sperare "che il tema del futuro europeo del Paese costituirà una larga parte della campagna elettorale".
Catherine Ashton ha incontrato a Sarajevo anche due esponenti della presidenza tripartita, Haris Silajdzic e Nebojsa Radmanovic, e i premier delle due entità in cui è divisa la Bosnia dall'accordo di pace di Dayton del 1995 (Federazione Bh, a maggioranza croato musulmana e Republika Srpska, a maggioranza serba), Mustafa Mujezinovic e Milorad Dodik.
La Bosnia ha fatto dei progressi sulla strada verso l'Ue, ha detto Ashton citando l'adempimento delle condizioni poste da Bruxelles per la liberalizzazione del regime dei visti, ma ha sottolineato che lungo quella strada dovranno essere realizzate anche delle modifiche costituzionali, riferendosi alla riforma della costituzione voluta dalla comunità internazionale per rendere meglio funzionante lo stato centrale, riforma tuttavia che è fortemente osteggiata dal premier serbo-bosniaco Dodik.

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