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SARAJEVO - Un ex poliziotto serbo-bosniaco di Prijedor, Ljubisa Cetic (40 anni), ha patteggiato con il tribunale di Sarajevo per crimini di guerra una pena di 13 anni di reclusione per crimini contro l'umanità, e precisamente per aver partecipato alla fucilazione di oltre 200 civili musulmani e croati sul monte Vlasic, in Bosnia centrale, il 21 agosto 1992, all'inizio della guerra (1992-95).
Dopo la confessione resa da Cetic, il suo caso era stato separato da quello di altri nove agenti del 'plotone d'interventò della polizia di Prijedor, che sono sotto processo a Sarajevo, accusati di aver accompagnato un convoglio di almeno 16 tra autobus e camion, con a bordo oltre 1.200 civili musulmani e croati, molti dei quali erano stati detenuti nei campi di Tukovi e Trnopolje, nell'area di Prijedor.
Fermato il convoglio sul monte Vlasic, accanto al fiume Ugar, i poliziotti scelsero oltre 200 uomini in età militare trasportandoli a Koricanske Stijene, sempre sul monte Vlasic, dove li fucilarono sull'orlo di un profondo burrone nel quale gettarono i corpi delle vittime, lanciando in seguito diverse granate e bombe a mano.
Per questo crimine di guerra un altro poliziotto di Prijedor, Darko Mrdja, che ha confessato di aver partecipato attivamente al massacro, è stato condannato, nel 2004, a 17 anni di reclusione dal Tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi).

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SDA-ATS