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Bosnia: divieto riprese film, per Angelina Jolie un malinteso

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 ottobre 2010 - 09:54
(Keystone-ATS)

SARAJEVO - L'attrice americana Angelina Jolie ha definito un malinteso il "polverone" di questi giorni attorno al film che sta girando, dopo che le autorità di Sarajevo, adducendo motivi formali, hanno revocato il permesso di girare gli esterni in Bosnia, previsti per novembre, a seguito delle proteste dell'associazione "Donne - vittime della guerra" che raccoglie le vittime di stupri di massa durante il conflitto (1992-95).
In un comunicato, diffuso oggi a Sarajevo dall'Unhcr, di cui Jolie è ambasciatrice di buona volontà, l'attrice si dice pronta a incontrare le donne dell'associazione e a "chiarire tutti i malintesi a proposito del suo progetto".
"Spero che la gente non giudicherà il film prima di vederlo - ha detto Jolie - ho scelto di girarlo in questa regione e di ambientarlo in questo periodo storico per ricordare alla gente quello che è successo non molto tempo fa e a ricordare le vittime sopravvissute".
Attualmente, Jolie, che debutta come regista e firma anche la sceneggiatura del film "Storia d'amore senza titolo", è impegnata nelle riprese in studio a Budapest.
Le "Donne - vittime della guerra" hanno protestato perché, secondo la stampa, il film riguarderebbe la storia d'amore tra una musulmana violentata e il suo stupratore serbo, "offensiva per la dignità delle vittime".

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