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RIO DI JANEIRO - Sono oltre un centinaio i morti accertati per le alluvioni che hanno colpito a Capodanno il sud del Brasile, seminando numerose vittime tra un hotel di lusso di Angra dos Reis e le favelas di Rio de Janeiro e San Paolo. E intanto continua a piovere.
Ad Angra, dove Ronaldo e altre celebrità brasiliane hanno le loro ville al mare o il loro megayacht, una valanga di terra e fango staccatasi dalla collina sovrastante ha travolto un resort e alcune ville circostanti quattro ore dopo il Capodanno, dopo vari giorni di piogge torrenziali. Dalle macerie dell'hotel sono stati estratti finora 39 corpi.
A Rio de Janeiro le alluvioni e gli smottamenti di terreno dovuti alle forti piogge durate vari giorni hanno travolto baracche in numerose favelas. Il conteggio dei morti è salito oggi a 57, tra i quali una madre di 17 anni con la figlia neonata di tre giorni. Nella zona di San Paolo le squadre di soccorso hanno recuperato finora 23 corpi da alcune baraccopoli della megalopoli.
Nella maggior parte dei casi (escluso l'hotel), nelle città o sulla costa le frane hanno colpito costruzioni abusive, ville milionarie o povere baracche di mattoni e compensato, costruite clandestinamente in zone proibite, pendii scoscesi spesso con vista meravigliosa ma pericolosi perché resi instabili dal disboscamento.
Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha interrotto le ferie per seguire da vicino la tragedia, ed ha mandato truppe dell'esercito ad ausiliare i soccorritori della protezione civile, oberati dalle innumerevoli richieste di soccorso. Numerosi quartieri e località sono allagati dallo straripamento dei fiumi e intere cittadine sono isolate dall'acqua sempre più alta, mentre il maltempo non accenna a finire.

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SDA-ATS