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Brasile: 229 poliziotti uccisi nel 2012, la metà a San Paolo

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 ottobre 2012 - 13:47
(Keystone-ATS)

Non si arresta l'ondata di criminalità che assedia le metropoli brasiliane. A farne le spese, oltre alla cittadinanza, sono anche le forze dell'ordine: ogni 32 ore viene infatti ucciso un poliziotto, secondo le statistiche ufficiali pubblicate oggi in prima pagina dal quotidiano "Folha de Sao Paulo".

Dall'inizio dell'anno, sono almeno 229 gli agenti assassinati dalla criminalità, quasi la metà dei quali (98) nella sola San Paolo, la città che paga il prezzo più alto di vite al crimine organizzato. Dei 98 agenti uccisi a San Paolo, 88 appartenevano alla polizia militare, il corpo maggiormente impegnato nel contrasto alle bande criminali. E di questi, solo 5 erano in servizio.

Questo nuovo tipo di attacchi ad agenti in libera uscita sarebbe dovuto - secondo gli specialisti - al fatto che gli agenti sono più vulnerabili: girano solitamente da soli, senza giubbetto antiproiettile e sono meno attenti a potenziali agguati.

Altre fonti parlano invece esplicitamente di un dichiarato tentativo di intimidazione alle forze dell'ordine da parte della criminalità organizzata.

Secondo il criminologo Guaracy Mingardi, del Forum brasiliano di sicurezza pubblica, gli omicidi di poliziotti sarebbero invece una vendetta della criminalità per gli arresti eseguiti. Il che spiegherebbe anche l'omicidio di 19 agenti in pensione.

Secondo fonti della polizia, il gruppo criminale Primero comando da capital (Pcc), il più sanguinario del Brasile, pagherebbe fino a 50 mila reais (23'000 franchi svizzeri) per ogni agente della polizia militare ucciso.

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