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Brasile: allarme foreste, nuova legge favorisce disboscamento

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 aprile 2012 - 17:44
(Keystone-ATS)

Ecologisti sul piede di guerra, in Brasile, contro il nuovo Codice forestale, da ormai dodici anni in discussione al Congresso e approvato la notte scorsa dalla Camera con 274 voti a favore e 184 contro.

Rispetto al testo già passato lo scorso dicembre al Senato, il progetto varato dai deputati privilegia ulteriormente gli agricoltori, prevedendo tra l'altro il condono delle multe per i responsabili di disboscamenti illegali fino al 2008.

"È l'inizio della fine delle foreste", ha commentato in una nota Greenpeace. Per le associazioni ambientaliste, adesso, l'unica speranza è che la normativa venga respinta dalla presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, alla quale spetta l'ultima parola affinché la legge entri ufficialmente in vigore.

Tra i punti più polemici approvati alla Camera, la concessione del "credito agricolo" a chi ha deforestato, la maggiore fragilità delle aree situate sulle sponde dei corsi d'acqua e il permesso di disboscamento nelle vette di colline e montagne, che finora rientravano tra le zone ambientali protette.

Altra conseguenza del nuovo Codice, secondo i suoi oppositori, sarà la riduzione appunto delle Aree di preservazione permanente (App), speciali zone ecologiche protette dove è espressamente proibita la deforestazione.

Per gli ambientalisti, la nuova normativa - che a loro giudizio premia la fortissima 'lobby' degli agricoltori - allenta anche le restrizioni sull'uso del suolo della foresta amazzonica, con conseguente riduzione delle superfici verdi e aumento delle emissioni di gas serra. I piccoli agricoltori e gli allevatori di bestiame - maggiori beneficiari del nuovo Codice - a loro volta difendono invece il provvedimento come un modo per riuscire a produrre a pieno regime ed incrementare così l'offerta alimentare del Brasile.

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