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Ancora critica la situazione a Vitoria, capitale dello stato brasiliano di Espirito Santo: dopo lo sciopero della polizia militare, proclamato sabato scorso, oggi anche quella civile ha deciso di incrociare le braccia.

Lo ha confermato ai media il direttore del locale sindacato degli investigatori, Junior Fialho.

L'iniziativa è stata presa in segno di protesta per la morte di un agente loro collega, avvenuta la notte scorsa a Colatina, una cittadina a circa 130 km a nordovest di Vitoria.

Nonostante la presenza di soldati dell'esercito e della Forza nazionale, inviati dal governo federale, si respira ancora un clima di tensione per le vie di Vitoria: negozi chiusi, strade deserte e autobus del trasporto pubblico di nuovo fermi per evitare incidenti.

Il governatore in carica, Cesar Colnago, ha annunciato che chiederà ulteriori rinforzi a Brasilia, mentre quello uscente, Paulo Hartung, ha definito "un ricatto" lo sciopero indetto dalle forze dell'ordine.

Secondo il sindacato dei poliziotti civili dello stato, da sabato a oggi sono stati commessi 87 omicidi, mentre proseguono anche saccheggi e sparatorie in diversi quartieri della città.

Ma per il segretario alla Sicurezza di Espirito Santo, André Garcia, gli episodi di violenza sono comunque diminuiti nelle ultime 24 ore dopo l'arrivo dei primi militari.

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SDA-ATS