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SAN PAOLO - Mentre Washington e la costa orientale degli Stati Uniti sono al gelo sotto montagne di neve e in Europa è tragico week end in montagna con diveri morti per le valanghe, in Brasile termometri a 42 gradi centigradi a Rio, con sensazione termica di 49, commentatori sportivi che svengono a catena per il caldo sui campi di calcio, centri commerciali presi d'assalto da centinaia di migliaia di persone attratte da una sola cosa: l'aria condizionata.
Nessuno ricorda un'estate tanto calda in Brasile. "Non si è mai vista una cosa simile - è sbottata la professoressa Flavia Narciso, di Bangù, città satellite di Rio de Janeiro, dove si é toccata la temperatura più alta: 45 gradi - Questo caldo è ben al di sopra del normale. Mi difendo con cinque docce al giorno, con due ventilatori che in casa funzionano anche di notte, e con un'enorme quantità di acqua di cocco e di succhi di frutta della passione in frigo. Ma non basta".
Le temperature toccano i 50 gradi nelle regioni più calde del Brasile come Goias e il Mato Grosso. I meteorologi parlano di un blocco su tutto il Paese che sta accumulando l'anomala afa.
Uno studio indica oggi che con il riscaldamento globale in atto il Brasile avrà delle perdite economiche immense da qui al 2050: sarà come se il gigante sudamericano smettesse di generare ricchezza per cinque anni. Nessuno riesce a prevedere quando questo sbarramento atmosferico verrà rotto da qualche perturbazione.
Molti radiocronisti hanno perso conoscenza nella calura dei campi di calcio. Un esempio è Batista, ex calciatore della Lazio e dell'Avellino, che non ha resistito alla temperatura di 39 gradi nella cabina SportTv nello stadio di Porto Alegre per una partita del Gremio. "Ho saputo per la prima volta cosa vuol dire black out - ha riso dopo la brutta avventura il commentatore che ora ha 54 anni - Era molto caldo e senza ventilatore: mi sono letteralmente spento. Mi hanno detto che sono restato privo di sensi per mezzo minuto, ma ora sto bene".
A Rio le spiagge di Copacabana, Ipanema e Barra de Tijuca sono affollate come non mai, con una differenza sostanziale rispetto ai tempi normali: la gente resta a fare il bagno anche di notte con le temperature che non scendono sotto i 30 gradi.
Ma al Sushi Leblon si esagera. Nel più tradizionale ristorante giapponese di Rio un nuovo avveniristico impianto di aria condizionata mantiene la temperatura al di sotto dei 19 gradi. "Prima di tutto abbiamo a che fare col pesce crudo, ma le basse temperature portano anche la gente a mangiare e a bere di più - confida la proprietaria Marina Hirsch - Ad ogni modo distribuiamo delle sciarpe ai clienti che hanno troppo freddo".

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SDA-ATS