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Brasile: ex presidente Lula rinuncia alla semilibertà

L'es presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva KEYSTONE/AP/ERALDO PERES sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 settembre 2019 - 16:09
(Keystone-ATS)

L'ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva - che sconta dall'aprile dell'anno scorso una condanna per corruzione e riciclaggio - ha deciso di rinunciare alla detenzione in regime di semilibertà, che avrebbe potuto richiedere a partire dal 23 settembre.

In una nota, gli avvocati dell'ex capo di Stato hanno spiegato che Lula ha deciso di non chiedere il beneficio perché scommette ancora su ricorsi che possano ripristinare la sua piena libertà.

L'ex presidente-operaio (2003-2010) è stato condannato a 12 anni e 11 mesi in secondo grado, nel processo noto come "Il triplex di Guarujà", nel quale è stato dichiarato colpevole di aver ricevuto un appartamento di lusso come ricompensa per il trattamento di favore dato a una holding delle costruzioni. Il Supremo tribunale di giustizia (Stj, equivalente alla Cassazione) ha però ridotto la pena a 8 anni e 10 mesi.

Nel sistema giuridico brasiliano, un detenuto può richiedere il regime di semilibertà dopo aver scontato almeno un sesto della sua pena, potendo uscire dal carcere per lavorare di giorno e poi tornare in cella per passare la notte.

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