L'ex capo dello Stato brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva nelle sue prime dichiarazioni pubbliche dopo l'uscita dal carcere ha assicurato di voler "lottare, viaggiare in Brasile ed in America latina.

E sono davvero intenzionato a combattere il settore marcio del potere giudiziario, della polizia, della procura, e anche il settore marcio delle imprese brasiliane".

"Ho una gran voglia di lottare per l'America latina" e di "costruire una integrazione latinoamericana molto forte", ha dichiarato l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva in un video inviato oggi, ore dopo essere uscito dal carcere di Curitiba, al II Incontro del Gruppo di Puebla di leader progressisti d'America latina in svolgimento a Buenos Aires.

Dopo aver rivolto un appello all'unità dei latinoamericani, Lula ha suggerito, utilizzando una metafora calcistica scherzosa, che "non dobbiamo perdere tempo a discutere se Pelé è più grande di Maradona", perché "Pelé è Pelé e Maradona è Maradona".

L'obiettivo della mia vita, ha poi detto, riguarda il "sogno di costruire la nostra grande America latina", perché "credo sia davvero possibile migliorare la vita dei popoli di Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay".

Questo accadrà, ha sottolineato, "solo se la gente avrà rispetto per i poveri, trovi lavoro per loro e operi per la redistribuzione della ricchezza. E penso che (il presidente eletto Alberto) Fernandez può fare questo in Argentina e che il risultato può essere di esempio per tutta l'America latina".

Lula si è detto quindi "felice per la rielezione di Evo Morales in Bolivia, nonostante le canagliate che stanno realizzando nei suoi confronti".

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