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Brasile: Lula respinge le accuse, momenti di tensione con pm

L'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha respinto le accuse al mittente KEYSTONE/AP/Andrew Medichini sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 febbraio 2020 - 14:00
(Keystone-ATS)

L'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha respinto con veemenza le accuse che gli sono state mosse in un processo in cui è imputato per aver negoziato con alcune aziende del settore automobilistico la modifica di un decreto e in cambio di una tangente.

Durante un'udienza ha denunciato ancora una volta essere vittima di una persecuzione politica, e non sono mancati i momenti di tensione con il pubblico ministero (pm) che lo interrogava.

"Sono stanco di tutte queste menzogne contro di me, di tanta leggerezza, di tante insinuazioni. E' da cinque anni che li ho sfidati, ma dubito che ci sia un solo giudice, un pm, un agente di polizia, un deputato, un imprenditore che abbia detto 'io ho visto un imprenditore che dava 5 centesimi a Lula", ha detto l'ex presidente con tono battagliero, prima di chiedere alla Procura di "presentare almeno una prova, per amor di Dio!" e di "smetterla di insinuare cose sulla mia condotta".

Secondo la tesi dell'accusa, Lula e il suo ex capo di gabinetto, Gilberto Carvalho, negoziarono una tangente di 6 milioni di reais (1, milioni di dollari, al cambio attuale) con alcune aziende per modificare a loro favore un decreto sulle esenzioni fiscali applicate nel loro settore. L'ex presidente ha negato che ci siano state irregolarità nell'adozione del decreto, indicando che questo fa parte delle "grandi menzogne lanciate contro di me dalla Procura".

Nel presentare la sua difesa, Lula ha detto che non condivide "la leggerezza" di coloro che lo accusano, perché "vengo da una terra dove la gente nasce povera, ma impara ad avere carattere e dignità, e io non rinuncio a questo". In quel momento il pm che lo interrogava, Igor Miranda, lo ha interrotto e gli ha detto: "Io non sono l'autore di questa imputazione, e come lei sa io sono nero e sono cresciuto in una periferia. Si può anche dire, in questo senso, che è un piacere per me incontrarla, ma la ricerca della verità è il mio dovere istituzionale".

Lula, ha accusato il colpo, rispondendo che si sentiva "orgoglioso" che un brasiliano di origine africano fosse diventato pm e, rivolgendosi a Miranda, gli ha detto "non creda che mi sia innervosito: sono molto calmo e rispetto la giustizia". L'ex presidente ha già ricevuto due condanne per corruzione e riciclaggio, confermate in secondo grado, ed è stato imputato in altre otto cause giudiziarie.

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