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Il mandato della presidente del Brasile è a rischio.

Il presidente della Camera dei deputati, Eduardo Cunha, in serata ha autorizzato a sorpresa l'apertura di un procedimento di 'impeachment' nei confronti di Dilma Rousseff, rieletta per altri quattro anni a ottobre dell'anno scorso. E la risposta della diretta interessata non si è fatta attendere.

Dopo aver espresso "indignazione" per la decisione di Cunha, Rousseff ha definito "inconsistenti e improcedibili" le ragioni che hanno motivato la richiesta di impeachment.

"Non esiste nessun atto illecito da me perpetrato, né alcun sospetto di aver stornato denaro pubblico", ha aggiunto il capo di Stato, a Brasilia, davanti a giornalisti e ministri del suo governo.

La "messa in stato di accusa", tuttavia, non significa destituzione immediata: a partire da questo momento, infatti, il processo di impeachment si snoderà attraverso fasi lunghe e complesse, che prevedono la creazione di una commissione speciale, passando per la plenaria della Camera, il Supremo tribunale federale e, infine, il Senato, dove la capo di Stato potrà essere eventualmente assolta o condannata.

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SDA-ATS