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Brasile: Procura federale chiede l'imputazione di Greenwald

La Procura federale brasiliana ha denunciato il giornalista americano Glenn Greenwald (foto) per associazione a delinquere. KEYSTONE/EPA/SVEN HOPPE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 gennaio 2020 - 20:08
(Keystone-ATS)

La Procura federale brasiliana ha denunciato il giornalista americano Glenn Greenwald per associazione a delinquere.

La denuncia è stata sporta nel quadro dell'inchiesta sull'hackeraggio di telefoni cellulari dai quali sono stati estratti messaggi sulla app Telegram scambiati dall'ex magistrato Sergio Moro - ora ministro della Giustizia del governo Bolsonaro - e i pm dell'inchiesta Lava Jato, poi pubblicato sul sito The Intercept, diretto da Greenwald.

Nel sistema legale brasiliano la denuncia della Procura non presuppone di per sé una accusa penale contro Greenwald, giacché deve ancora essere esaminata da un giudice, che dovrà decidere se esistono prove sufficienti per giustificare un'imputazione formale del giornalista.

Secondo la tesi della Procura, Greenwald ha "aiutato, orientato ed incentivato" gli hackers responsabili dell'intercettazione -un gruppo di sei persone, incluse anche loro nella denuncia- nello stesso periodo in cui stavano commettendo le azioni illegali per le quali sono finiti sotto inchiesta.

A supporto della sua tesi, la Procura ha reso noto la trascrizione di una conversazione telefonica fra Greenwald e uno degli hacker, Luiz Molicao, che dimostrerebbe, a suo avviso, che il giornalista sapeva che "il gruppo di hacker non avevano concluso le loro attività criminali e continuavano a dedicarsi all'invasione di dispositivi informatici e al monitoraggio illegale delle comunicazioni, cercando di creare una narrativa di 'protezione delle fonti' che li ha incentivato a proseguire con i loro delitti".

Gli avvocati di Greenwald hanno diramato un comunicato nel quale esprimono la loro "perplessità" per la notizia della denuncia, definendola "una manovra grossolana" per "vilipendiare il lavoro dei giornalisti che hanno reso noti i messaggi", in violazione di una ordinanza di un magistrato del Supremo Tribunale Federale (STF).

L'anno scorso, infatti il giudice dell'Stf Gilmar Mendes aveva ordinato che Greenwald non fosse messo sotto inchiesta o chiamato a dichiarare nell'ambito dell'inchiesta sull'intercettazione dei messaggi di Moro e i pm della Lava Jato. La Procura si è giustificata sostenendo che sebbene Greenwald non era sotto inchiesta le testimonianze degli hackers implicati nel caso lo hanno coinvolto direttamente.

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