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La Brexit è una forte minaccia per il turismo low cost. A lanciare l'allarme è Carolyn McCall, ad della compagnia Easyjet, secondo cui il rischio è che si impenni il costo dei biglietti aerei e si torni al passato, quando volare era "riservato ad una élite".

"L'Unione europea ha portato grandi benefici ai viaggiatori britannici e alle imprese del Regno Unito - ha affermato la top manager dalle pagine del Sunday Times -. Restare nell'Ue garantirà che loro e tutti noi continuiamo a goderne". E ancora: "Quanto si paga per le proprie vacanze dipende proprio da quanta influenza la Gran Bretagna ha in Europa".

Un appello simile è stato lanciato anche da Peter Long, ex boss di Tui, gruppo internazionale del settore turistico, che sottolinea come con la Brexit potrebbe perfino venir compromessa la sicurezza di chi viaggia dagli attacchi terroristici, in quanto Londra non potrebbe più contare sulla stretta cooperazione con le autorità degli altri Paesi Ue.

Questi appelli contribuiscono a galvanizzare l'azione del premier David Cameron che si prepara al cruciale vertice europeo del 18-19 febbraio in cui cercherà di concludere l'accordo nei negoziati fra Londra e Bruxelles per poi arrivare al referendum sulla Brexit.

Il fronte euroscettico dentro il partito conservatore è però in grande fermento: secondo il Sunday Telegraph, 20 fra ministri e sottosegretari sono pronti ad andare nella direzione opposta del loro leader Cameron e sostenere l'uscita del Paese dall'Ue nella campagna referendaria.

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SDA-ATS