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Non convincono le proposte di Theresa May

KEYSTONE/EPA/OLIVIER HOSLET

(sda-ats)

Ha raccolto molte critiche sia in Gran Bretagna, che nell'Unione europea, l'offerta della premier Theresa May nei negoziati sulla Brexit per garantire il diritto di residenza agli oltre 3 milioni di cittadini Ue che vivono nel Regno Unito da più di cinque anni.

Per il laburista Keir Starmer, ministro ombra per la Brexit, è "troppo poco e in ritardo" quanto proposto dal primo ministro Tory rispetto a una questione che non può essere usata come "merce di scambio" nelle trattative.

Ha rincarato la dose il sindaco di Londra, il laburista Sadiq Khan, secondo cui la proposta avrebbe una serie di lacune e non arriva a garantire in pieno i diritti di tutti gli immigrati Ue.

Stesse critiche anche da parte del leader libdem uscente, Tim Farron, secondo cui restano troppe domande a cui May non ha risposto e una serie di termini della proposta, a partire dalla scadenza ultima dopo la quale non è più possibile richiedere il diritto di residenza, non sono state indicate.

Le proposte non convincono appieno il fronte Ue. Per il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, "la proposta della May va al di sotto delle nostre aspettative e rischia di peggiorare la situazione per i cittadini, ma la valuteremo una volta che avremo tutti i dettagli".

Sulla stessa linea il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, per il quale le proposte della premier britannica "sono un inizio ma non sono abbastanza". Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel, "May ha chiarito che i cittadini Ue che sono rimasti in Gran Bretagna per cinque anni potranno mantenere i loro pieni diritti. E' un buon inizio ma non è un progresso".

SDA-ATS