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La premier britannica Theresa May sarebbe disposta ad ammorbidire la propria posizione nei confronti dell'Ue, accettando di continuare a versare una quota al bilancio dell'Ue almeno fino al 2020 in cambio di un accordo transitorio sul mercato unico.

KEYSTONE/EPA/ANDY RAIN

(sda-ats)

La Gran Bretagna potrebbe alleggerire la linea negoziale sulla Brexit indicata finora dalla premier conservatrice Theresa May, accettando di continuare a versare una quota al bilancio dell'Ue almeno fino al 2020 in cambio di un accordo transitorio sul mercato unico.

Lo affermano fonti governative di alto livello citate oggi dal Daily Telegraph, giornale filo-Tory, secondo cui Londra spera così di mantenere durante l'ipotetica fase di transizione almeno un piede in quel "single market" caro agli interessi della City.

Il progetto, dicono le fonti, è al momento "attivamente discusso" dal team negoziale britannico guidato dal ministro per la Brexit, David Davis: peraltro netto, come la stessa May, nel ritenere inevitabile l'uscita finale del Regno non solo dall'Unione, ma pure dal mercato unico.

Il costo della possibile intesa di "transizione" è calcolato in 17 miliardi di euro (18,2 miliardi di franchi), pari al "buco" che si verrebbe a creare nel bilancio comunitario col divorzio immediato e totale di Londra al termine dei negoziati: vale a dire di qui a due anni.

SDA-ATS

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