Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Un padre condannato per tentato matrimonio forzato delle due figlie

KEYSTONE/AP/DANIEL ROLAND

(sda-ats)

Un 48enne svizzero di origine turca è stato condannato a Basilea a tre anni e mezzo di carcere per ripetute violenze fisiche e psichiche sulle due figlie, nonché tentato matrimonio forzato. Si tratta forse di una prima in Svizzera per quest'ultimo reato.

La presidente della corte penale che si è occupata del caso, Felicitas Lenzinger, ha confermato all'ats la notizia, riferita dalla "Basler Zeitung". L'uomo, un musulmano osservante che vive in Svizzera da circa 30 anni ed è stato naturalizzato dopo aver sposato una cittadina elvetica, è stato condannato per diversi capi d'accusa, tra cui lesioni personali e coazione, oltre che per tentato matrimonio forzato.

L'imputato aveva cercato un marito turco per la figlia maggiore. I due si sono sposati nel 2012, contro la volontà di lei. L'uomo ha poi picchiato la moglie. La ragazza voleva divorziare, ma il padre, contrario allo scioglimento del matrimonio, l'ha sottoposta a una pressione massiccia - minacciando tra l'altro di portarla in Turchia e di costringerla in quel paese a un nuovo matrimonio - e ha usato anche violenza contro di lei. Nel suo caso il reato di matrimonio forzato - in vigore in Svizzera dal 2013 soltanto (art. 181a CPS) e punito con una pena detentiva sino a cinque anni - non ha potuto comunque essere provato a sufficienza e l'uomo è stato prosciolto.

È stato invece condannato per tentato matrimonio forzato nel caso della seconda figlia, nel quale le prove erano chiare, ha indicato la presidente della corte, facendo riferimento in particolare a dichiarazioni di docenti.

La giovane aveva conosciuto tramite Facebook un turco residente in Italia e aveva allacciato contatti con lui. Il padre non ha accettato questa sua iniziativa e si è fatto violento. Non migliore del patriarca si è dimostrato il giovane turco, che voleva sposare la ragazza e, di fronte al suo rifiuto, ha continuato ad assillarla sempre di più e ha persino tentato di violentarla in un parco.

L'uomo, che si trova in Svizzera dal 2014, è stato condannato a 24 mesi con la condizionale per tentata violenza carnale, tentato matrimonio forzato e minacce. A causa del pericolo di fuga era stato posto in carcere nel 2015.

Il tribunale basilese ha condannato anche il marito della figlia maggiore, nato come il fidanzato della seconda nel 1993 e residente in Svizzera dal 2013. A sui è stata inflitta una pena di 16 mesi con la condizionale e una multa di 1000 franchi per esposizione a pericolo della vita altrui e vie di fatto.

Le pene non sono ancora passate in giudicato. Nel caso del padre la corte farà seguire una motivazione scritta della sentenza. Le ricerche della sua presidente e della cancelliera del tribunale riguardo a casi analoghi sono rimaste senza esito, tanto da indurle a pensare che si tratti di un caso finora senza precedenti in Svizzera.

Entrambe le figlie sono fuggite di casa insieme nel 2015 per sfuggire alle violenze. Oggi vivono nascoste e non hanno più contatti con il resto della famiglia.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS