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Bufera #MeToo in pattinaggio Francia, coinvolti 20 allenatori

Oltre una ventina di allenatori di pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio francesi sono coinvolti in molestie e aggressioni sessuali sulle atlete. KEYSTONE/DPA picture alliance/FRANK MAY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 agosto 2020 - 13:31
(Keystone-ATS)

Confermata l'omertà nel mondo del pattinaggio francese sulla scia del movimento #MeToo.

Dopo la denuncia dell'ex campionessa di pattinaggio artistico Sarah Abitbol, l'ex sportiva di 44 anni per dieci volte campionessa che sei mesi fa destò scalpore raccontando in un libro - Un silenzio così lungo - di essere stata più volte violentata dall'ex allenatore Gilles Beyer, arrivano le prime conferme.

In particolare, in un lungo rapporto commissionato dal ministero dello sport di Parigi viene confermato il clima di omertà in seno alla Fédération des Sports de Glace, una federazione che non ha protetto le sue giovani atlete vittime di molestie ed aggressioni sessuali.

"La quantità di casi identificati rivela le pratiche e i comportamenti riprodotti, che riguardano generazioni di allenatori nelle principali discipline della Federazione, pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio", si legge in una nota diffusa dal ministero dello sport, secondo cui "non esiste un equivalente sul piano internazionale".

Secondo il ministero, sarebbero oltre una ventina gli allenatori coinvolti, dodici per fatti di molestie o aggressioni sessuali, tre dei quali già condannati in passato a pene di prigione con o senza la condizionale. Sette dossier riguardano violenze fisiche o verbali (di cui la maggioranza potrebbe essere bloccati dalla prescrizione), due altri concernono invece allenatori deceduti prima che la procedura fosse giunta a conclusione.

Nei mesi scorsi, Beyer, 62 anni, aveva riconosciuto tra l'altro, di aver avuto "relazioni intime" e "inappropriate" con Sarah Abitbol, presentando le "scuse", che l'ex campionessa - all'epoca dei fatti quest'ultima aveva tra i 15 e i 17 anni - ha rifiutato.

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