Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Decine di migliaia di persone hanno invaso oggi le principali piazze di Sofia e Plovdiv, la seconda città bulgara per grandezza dopo la capitale, per manifestazioni sia pro sia contro il governo, sullo sfondo di una crescente crisi sociale e politica.

A Sofia i socialisti, per la prima volta di concerto con il Dps (il partito della minoranza turca, che appoggia il governo), hanno convocato da tutto il paese gli attivisti dei due partiti per esprimere sostegno al governo del premier indipendente Plamen Oresharski.

Migliaia di persone si sono radunate sullo storico Ponte delle Aquile, simbolo della caduta del regime comunista, per procedere verso il palazzo del Parlamento e del Consiglio dei ministri.

"Il nostro Paese sta attraversando un periodo difficile, vi è una profonda crisi istituzionale, ma noi continueremo ad essere tolleranti e a lavorare per il futuro della Bulgaria", ha detto Oresharski parlando alla folla di manifestanti. "Il senso di responsabilità è necessario ora più che mai, e per difenderci dall'odio ci vuole tolleranza", ha aggiunto.

A Plovdiv l'ex premier Boyko Borissov (centrodestra), ha tenuto un comizio antigovernativo di fronte a oltre 60 mila persone: "Il governo sostenuto dai socialisti, in combutta con il partito etnico turco e gli ultranazionalisti di Ataka, sta ora rispolverando i metodi di repressione che conosciamo dell'epoca del regine di Todor Zhivkov contro coloro che protestano in piazza da tanti giorni", ha detto, aggiungendo che "quando c'è tensione nella società si fanno elezioni". E poi: "L'attuale governo conduce il Paese verso il baratro e l'isolamento in seno all'Ue".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS