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SOFIA - Al motto di "Fino a quando dobbiamo sopportare, fino a quando dobbiamo star zitti?", alcune centinaia di persone sono scese in piazza a Sofia per protestare contro quello che hanno definito "il terrore degli zingari", come vengono chiamati gli appartenenti alla minoranza rom. La manifestazione è stata indetta lo scorso fine settimana da diverse organizzazioni nazionalistiche e di skinhead.
Secondo gli organizzatori della protesta, governo e ministero dell'Interno in particolare "dimostrano una delittuosa passività di fronte alla prepotenza e gli eccessi dei rom". "Bulgaria, svegliati!", "Siamo ostaggi degli zingari!", era scritto sui cartelloni.
I dimostranti se la sono presa anche con le Ong per i diritti umani che "appoggiano gli oltraggi perpetrati dal terrore degli zingari verso i cittadini bulgari". Stando agli oratori, "è necessario intensificare la presenza della polizia nelle zone rurali, dove la popolazione bulgara è sottoposta quotidianamente a vessazioni da parte delle bande di zingari".
I manifestanti hanno osservato un minuto di raccoglimento per le ricordare le vittime "dell'aggressione zingara". Un caso che ha recentemente scosso l'opinione pubblica è stato quello di Borislav Raynov (24 anni), bastonato a morte nel luglio scorso da un gruppo di rom ubriachi in un quartiere di Sofia.
Anche alcuni giornali oggi insistono sullo stesso tasto, sostenendo che la stragrande maggioranza dei rom bulgari (circa 600.000 su poco più di 7,5 milioni di abitanti) non vogliono lavorare, non pagano le bollette e non mandano i figli a scuola ma non vengono debitamente sanzionati per questi asseriti comportamenti.

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SDA-ATS