Dopo l'intesa sul nucleare iraniano la Svizzera vuole revocare le sanzioni contro Teheran quanto prima possibile: lo afferma il consigliere federale Didier Burkhalter in un'intervista alla "NZZ am Sonntag".

Il governo esaminerà accuratamente il dossier e prenderà una decisione in piena autonomia: "la cancellazione delle sanzioni, afferma il ministro degli esteri, deve avvenire il più rapidamente possibile ma il nostro modo di procedere dovrà avere quale obiettivo un'applicazione dell'intesa che sia efficace e conforme a quanto stipulato".

La Svizzera ha varato sanzioni contro l'Iran nel febbraio del 2007 e con il trascorrere degli anni le ha adeguate a quelle dei suoi principali partner commerciali.

Le misure restrittive decise dalla comunità internazionale dovrebbero essere progressivamente revocate, non appena l'Agenzia dell'energia atomica (AIEA) confermerà che l'Iran rispetta gli impegni presi: un primo via libera potrebbe giungere all'inizio del 2016.

Con il riavvicinamento tra Washington e Teheran la Svizzera, come avvenuto per Cuba, perderà il mandato di rappresentanza degli interessi americani in Iran, che esercita dal 1980: ma tutto ciò non avrà ripercussioni negative sulla diplomazia elvetica. La missione di garantire "buoni servizi" sta cambiando perché cambiano i conflitti: "oggi la rottura delle relazioni diplomatiche tra stati è un fatto raro". La soluzione dei conflitti esige altre competenze, come la promozione del dialogo e in questo ambito "la Svizzera ha esperienza", afferma Burkhalter.

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