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Quarant'anni dopo la firma dell'Atto finale di Helsinki, che ha dato avvio alla politica di sicurezza in un'Europa in piena Guerra fredda, l'OSCE deve oggi ridefinire il suo ruolo.

È quanto ha dichiarato oggi nella capitale finlandese il consigliere federale Didier Burkhalter, in occasione dell'assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

"È giunto il momento di rafforzare l'Organizzazione", ha sottolineato il capo della diplomazia svizzera, secondo cui occorre concederle "nuovi strumenti per promuovere il dialogo e un'azione concreta" in Europa, facendo riferimento a quanto succede da due anni in Ucraina.

"La crisi ucraina ha fatto diventare la questione della sicurezza sul continente europeo il fulcro delle nostre preoccupazioni", ha proseguito il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). "Abbiamo assistito negli ultimi 15 anni a una forma di declino in termini di fiducia e di un allontanamento strategico", ha aggiunto.

Coinvolta nell'accordo di Minsk per un cessate il fuoco in Ucraina, l'OSCE deve "ristabilire questa fiducia e ricostruire ponti", ha rilevato Didier Burkhalter davanti ai rappresentanti degli Stati membri.

Membro fondatore nel 1975 della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE), da cui nel 1995 ebbe origine l'OSCE, la Svizzera insieme ai Paesi neutrali e non allineati cercò di mediare tra il blocco occidentale e quello orientale durante la Guerra fredda. L'atto finale, che garantì tra l'altro il diritto alla neutralità, fu sottoscritto a Helsinki dall'allora presidente della Confederazione, Pierre Graber, pure lui neocastellano.

"Dobbiamo cogliere l'opportunità di discutere i modi per superare le crisi attuali", ha dichiarato Burkhalter, per il quale "Helsinki deve diventare una volta ancora la radice del nostro futuro comune".

Incontro con il ministro degli esteri finlandese

A margine dell'assemblea dell'OSCE, il ministro degli esteri svizzero ha incontrato a Helsinki il suo omologo finlandese Timo Soini. Quest'ultimo, leader della destra euroscettica dei Veri finlandesi, ha consigliato alla Svizzera di trovare in futuro una soluzione pragmatica sul principio della libera circolazione delle persone e nelle relazioni bilaterali con l'Unione europea.

I due ministri hanno pure evocato la crisi ucraina e la sicurezza in Europa, stando a un comunicato del DFAE. Nel pomeriggio Burkhalter si incontrerà con il presidente della Repubblica di Finlandia, Sauli Niinistö, per discutere delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, giudicate "eccellenti" nella nota.

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SDA-ATS