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Il consigliere federale Didier Burkhalter ha concluso oggi una visita di due giorni in Libano. Il capo della diplomazia elvetica ha assicurato a Beirut il sostegno della Svizzera nell'accoglienza dei rifugiati siriani e ha promesso di fare tutto il possibile affinché i crimini contro l'umanità commessi in Siria non rimangano impuniti, chiunque ne sia responsabile.

L'attività diplomatica più intensa si è svolta ieri, quando il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha incontrato il ministro degli esteri Adnan Mansour, il presidente dello Stato Michel Sleiman e il presidente del parlamento Nabih Berri.

"La Svizzera desidera testimoniare la sua solidarietà nei confronti degli sforzi profusi dai libanesi per accogliere i rifugiati siriani", ha indicato ieri all'ats Jean-Marc Crevoisier, portavoce del DFAE.

Il consigliere federale ha pure avuto incontri con i responsabili elvetici dell'aiuto umanitario ai profughi siriani in Libano. Tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), Berna ha recentemente aumentato di due milioni di franchi il relativo budget, che complessivamente supera ormai i dieci milioni.

"Quest'aiuto passa attraverso l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (HCR), il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), il Programma alimentare mondiale (PAM), come anche attraverso l'aiuto diretto alle famiglie libanesi che accolgono i rifugiati", ha precisato Crevoisier. Burkhalter si è oggi informato direttamente proprio su queste attività della DSC in favore della famiglie. Un aiuto "molto apprezzato" nella regione, ha detto Crevoisier.

Il consigliere federale oggi ha pure incontrato Ninette Kelly, responsabile del programma regionale dell'HCR. Secondo le cifre ufficiali dell'Onu, almeno 41'000 profughi siriani si trovano già in Libano e il Paese dei cedri si attende un forte afflusso supplementare nei prossimi giorni.

Con le autorità politiche libanesi il ministro degli esteri elvetico ha difeso la volontà di risolvere il conflitto siriano attraverso soluzioni politiche che includano tutte le parti, ha aggiunto il portavoce del DFAE.

D'altra parte la Svizzera auspica che le violenze commesse in Siria non restino impunite. Il consigliere federale ha affermato che il solo mezzo per limitarle è di "mostrare che i crimini sono puniti, chiunque ne sia responsabile". La Confederazione si adopererà affinché la Corte penale internazionale apra inchieste sui crimini contro l'umanità.

"Le discussioni avviate a Beirut hanno permesso di capire meglio la posizione del Libano" che deve mantenere una certa neutralità per preservare la sua unità, ha aggiunto Crevoisier.

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SDA-ATS