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Burkina Faso: vescovo, indifferenza su cristiani perseguitati

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 dicembre 2019 - 13:31
(Keystone-ATS)

"Da mesi noi vescovi denunciamo quanto accade in Burkina Faso, ma nessuno ci ascolta". Lo ha detto Justin Kientega, vescovo di Ouahigouya (nel nord), dopo l'ennesimo attacco anticristiano avvenuto ieri, costato la vita a 14 fedeli di una chiesa protestante.

"È in atto una persecuzione dei cristiani, ma Evidentemente preferiscono tutelare i propri interessi", ha ha aggiunto monsignor Kientega.

Ieri, durante la messa domenicale, dei terroristi hanno colpito una chiesa protestante nel governatorato di Fada N'Gourma, vicino al confine con il Niger, uccidendo 14 fedeli.

"L'attacco non è stato rivendicato, così come non sono stati rivendicati i precedenti - afferma il vescovo - e dunque non sappiamo se si tratti di uno o più gruppi. Quel che è certo è che stanno mettendo in atto una propaganda islamista e cercano di innescare un conflitto tra religioni in un Paese in cui cristiani e musulmani sono sempre andati d'accordo".

Mons. Kientega nota come gli autori di tali crimini cerchino di infondere terrore nella comunità cristiana anche per impadronirsi delle loro terre e dei loro beni. A seguito delle violenze tantissimi cristiani hanno abbandonato le loro case. Migliaia gli sfollati interni, di cui la Chiesa si prende cura.

Dall'inizio dell'anno sono oltre 60 i cristiani uccisi in Burkina Faso, nel più totale disinteresse dell'Occidente, nota il presule, che riferisce di come tale indifferenza sia stata evidenziata anche durante un recente incontro delle Conferenze Episcopali di Burkina Faso, Niger, Mali, Costa d'Avorio e Ghana che ha avuto luogo nella capitale burkinabé, Ouagadougou. "Ci siamo chiesti come sia possibile che tanti non conoscano la nostra situazione, che i governi e i media occidentali non ne diano notizia. Evidentemente tante potenze occidentali hanno interesse affinché continuino le violenze e i loro profitti sono più importanti delle nostre vite".

Eppure i cristiani in Burkina Faso sono sempre più nel mirino. E "il livello di insicurezza senza precedenti", descrive Kientega, limita fortemente l'azione della Chiesa i cui ministri non possono più recarsi nei villaggi per prendersi cura dei fedeli. Di fronte a questa drammatica situazione, il vescovo lancia tramite un appello alla comunità internazionale: "Il mondo deve guardare a quanto accade in Burkina Faso e le potenze occidentali devono fermare chi commette questi delitti, anziché vendere loro le armi che usano anche per uccidere i cristiani. Noi siamo perseguitati ma conserviamo la fiducia nel Signore e speriamo che presto tutto ciò possa finire presto. Grazie a tutti voi per le vostre preghiere".

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