In Burundi, chiusa almeno per ora la parentesi del fallito golpe militare, sono riprese le manifestazioni di protesta contro il presidente Pierre Nkurunziza.

A Bujumbura drappelli di dimostranti si sono riversati nelle strade, intonando slogan contro il regime accompagnati dal suono dei fischietti, ma evitando qualsiasi gesto che potesse anche solo apparire violento.

A presidiare le strade non ci sono più soltanto poliziotti in assetto anti-sommossa ma soldati in tenuta da combattimento, che in alcuni casi hanno sparato in aria colpi di avvertimento per disperdere la folla, dicendosi pronti a rivolgere le armi ad altezza d'uomo in caso di bisogno.

I manifestanti hanno scelto di limitarsi alla resistenza passiva, sdraiandosi a terra o sedendosi con le mani alzate, per poi allontanarsi e riunirsi di nuovo qualche centinaio di metri più in là.

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