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Caccia a banconote 1000 franchi, cittadini si creano riserva

Un bigliettone che viene comodo. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 14 agosto 2020 - 16:00
(Keystone-ATS)

La pandemia ha sì favorito i pagamenti elettronici e senza contatto, ma ha anche spinto molti a fare incetta di banconote da 1000 franchi: un modo per costituire una riserva che viene considerata più sicura di un conto in banca.

Il cash è ben lungi dall'essere sulla via del tramonto, constata oggi Le Temps in un articolo dedicato al tema. Certo in tempi di coronavirus i contanti sono considerati sospetti - quali vettori della malattia - e vi è stata un'accelerazione verso altri mezzi di pagamento.

Eppure il numero di monete e banconote in circolazione è aumentato dall'inizio della crisi sanitaria. Secondo le statistiche della Banca nazionale svizzera (BNS) la massa è calata nei primi due mesi dell'anno - di solito la domanda di contante sale nel periodo natalizio per poi diminuire nuovamente - poi, in marzo, ha cominciato a risalire. Alla fine di febbraio il denaro in mano alla popolazione ha raggiunto gli 82,5 miliardi di franchi e alla fine di maggio (ultimi dati disponibili) il totale era salito a 84,3 miliardi.

"L'aumento dell'utilizzo di un mezzo di pagamento non va necessariamente a scapito di un altro", spiega in dichiarazioni rilasciate a Le Temps un portavoce della BNS. "Più in generale, se guardiamo al numero totale di banconote in circolazione, la domanda di contante ha effettivamente continuato ad aumentare, anche con il Covid-19".

"Come spesso accade in situazioni di crisi, la richiesta di banconote di grosso taglio è stata più elevata in questo periodo, come riserva di valore", prosegue l'addetto stampa. Per contro, la domanda di tagli e monete di piccolo taglio è diminuita durante il periodo di confinamento a causa della ridotta attività commerciale, nei negozi e nella ristorazione, come pure di una gestione più prudente dei soldi.

Gli svizzeri non sono peraltro i soli ad accumulare cash. Negli ultimi mesi in molti Paesi soprattutto occidentali, c'è stata una corsa alle banconote di grosso taglio. Uno studio - di cui riferisce il quotidiano romando e pubblicato da due economisti inglesi, Jonathan Ashworth e Charles Goodhart - è giunto alla conclusione che il contante in circolazione è aumentato quasi ovunque. Negli Stati Uniti, ad esempio, in aprile, maggio e giugno si è assistito a una crescita del 2% mensile, corrispondente a quella verificatasi prima del millennium bug del 2000. A fine giugno la liquidità in circolazione era superiore del 13% rispetto a quella del 2019, un incremento più marcato di quello osservato nella crisi finanziaria del 2008.

I due economisti hanno anche descritto la forte progressione nell'Eurozona, con aumenti mensili da due a tre volte superiori alla norma. I cittadini si gettano sulle banconote da 200 euro - il taglio più elevato - un comportamento coerente con l'accaparramento compulsivo in caso di panico. Il 200 euro rappresenta il 7% delle banconote in circolazione, ma il 30% dell'aumento tra marzo e maggio. Il fenomeno è stato particolarmente visibile in Italia, Francia, Spagna e Germania.

"Il confinamento e l'aumento dello shopping online ha diminuito la tradizionale funzione del contante come mezzo di scambio, ma sembra che ciò sia stato più che compensato dalla detenzione di banconote a causa del panico", notano Ashworth e Goodhart, citati da Le Temps. I due specialisti si aspettavano un'inversione di tendenza dopo la crescita di marzo, ma in realtà il trend è proseguito.

Gli Stati Uniti hanno addirittura dovuto affrontare una carenza di monete, costringendo la Federal Reserve a razionare le consegne alle banche. Con la chiusura delle attività commerciali e la permanenza a case dei consumatori le monete hanno smesso di circolare, ha commentato in giugno il presidente Jerome Powell. Un problema esacerbato dal temporaneo rallentamento della zecca statunitense, che conia meno monete per proteggere i suoi dipendenti dalla pandemia.

Bill Maurer, antropologo dell'Università della California, citato dal Financial Times, vede in questa corsa ai liquidi "una razionalità contestuale". Gli americani non sono preoccupati per il modo in cui la Fed distribuisce il contante, ma per tutto il resto, come ad esempio una calamità naturale. A rischio sono considerate la rete elettrica o quella della telefonia mobile che, in caso di guasto, bloccherebbero l'accesso al contante e ai pagamenti.

La tendenza a detenere banconote - soprattutto quelle di grosso taglio - si era già fatta sentire con l'introduzione di tassi di interesse negativi e i timori sulla solidità delle banche. Ad esempio per quanto riguarda la Svizzera, ad eccezione di un calo nel 2019, il numero di banconote da 1000 franchi in mano a privati è cresciuto costantemente dal 2008 e rappresenta una quota significativa dello stock di banconote disponibili: degli 84 miliardi di franchi in circolazione, 46 miliardi sono in tagli a quattro cifre. Un po' più di cinque biglietti per ogni abitante, conclude Le Temps.

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