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Il gruppo anti-corruzione Transparency International (TI) ha denunciato in un rapporto la mancanza di trasparenza da parte della stra gran parte dei membri della Federazione internazionale di calcio (FIFA), che non rendono noto come spendano i loro soldi.

L'81% delle Federazioni calcistiche nel mondo (168 su 209) non rendono pubbliche le loro entrate, il 21% non è fornito di sito internet e l'85% non segnala le iniziative che prende. "Il rischio corruzione è quindi alto in tante federazioni nazionali", ha spiegato il direttore di Trasparency, Cobus de Swardt.

"Solo 14 delle 209 Federazioni che compongono la FIFA hanno fornito le informazioni necessarie per far conoscere cosa fanno e come spendono i loro soldi", soddisfando i requisiti di trasparenza richiesti dallo studio di 16 pagine redatto da TI, che ha il segretariato a Berlino.

I 14 paesi "virtuosi" sono Canada, Danimarca, Inghilterra, Islanda, Italia, Giappone, Lettonia, Nuova Zelanda, Irlanda del Nord, Norvegia, Portogallo, Repubblica d'Irlanda, Svezia e Ungheria

Per quel che riguarda le Confederazioni, invece, solo UEFA (Europa) e CAF (Africa), hanno pubblicato i propri bilanci annuali.

Cobus de Swardt ha ricordato che tra il 2011 e il 2014 la FIFA ha distribuito un minimo di 2,05 milioni di dollari a Federazione, tra cui un pagamento una tantum nel 2014 di 1,05 milioni di dollari a seguito della Coppa del Mondo.

"I tifosi hanno il diritto di sapere come le Federazioni spendono i soldi. Una maggiore trasparenza riduce i rischi di corruzione che sono alti in tutto il mondo. Questa carenza di informazioni rende il problema ancor più serio", conclude De Swardt.

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SDA-ATS