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Calida, produttore lucernese di biancheria intima, pigiami e costumi da bagno, lo scorso anno ha realizzato l'utile più consistente dall'entrata in borsa nel 1987: 20,9 milioni di franchi.

Nel 2009, a causa di problemi in seno al marchio francese di biancheria intima di lusso Aubade, Calida aveva registrato una perdita di 39 milioni. Il gruppo lucernese aveva chiuso un sito di Aubade in Francia cancellando un centinaio di posti: la misura aveva generato costi di circa 60 milioni. Ora le cose presso Aubade si sono rimesse in sesto, scrive oggi Calida in una nota. L'utile operativo (Ebit) di Calida è cresciuto da -39,4 milioni di franchi a +24,6 milioni.

Il gruppo lucernese, come già indicato in gennaio, lo scorso anno ha realizzato un giro d'affari di 213,3 milioni di franchi, invariato rispetto ai 213 milioni del 2009. La stagnazione delle vendite si spiega con il vigore del franco. Al netto dei tassi di cambio risulta infatti una crescita del 5,8%. Il marchio Calida ha segnato una progressione del fatturato del 3,7%, quello di Aubade del 10,6%. Calida ha guadagnato quote di mercato in Svizzera, Germania e Francia, che costituiscono gli sbocchi principali. Per l'anno in corso il gruppo prevede una "crescita moderata" per i marchi Calida e Aubade.

Il gruppo con sede a Sursee prevede di versare agli azionisti 16 franchi per ogni titolo, il doppio rispetto ad un anno fa.

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SDA-ATS