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Mario Gattiker

KEYSTONE/EPA/OLIVIER HOSLET

(sda-ats)

Con il blocco della rotta balcanica e il successivo calo delle domande di asilo in Svizzera, molte strutture di accoglienza cantonali sono diventate inutili e hanno chiuso.

La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prevede che nel 2017 vengano depositate 24'500 richieste, ma invita i cantoni a non abbassare la guardia.

Queste previsioni sono valide solo se l'accordo tra Unione europea e Turchia regge, scrive il responsabile della SEM, Mario Gattiker, in una lettera inviata a fine gennaio ai cantoni. In caso di rescissione, il numero di richiedenti potrebbe infatti immediatamente tornare a salire, portando le domande a quota 32'000.

Pertanto la SEM non intende modificare le grandi linee del suo piano d'urgenza, che comprende la registrazione, le verifiche di sicurezza, l'alloggio e la presa a carico dei richiedenti. I cantoni sono quindi invitati a prendere misure di precauzione per garantire la gestione di oltre 6000 domande di asilo mensili.

Il calo dei migranti ha portato alla chiusura di diverse strutture di accoglienza e rifugi della protezione civile nei cantoni di Zurigo, Berna, Lucerna, Basilea Città e Vaud. In quest'ultimo cantone lo scorso autunno sono stati chiusi quattro rifugi, che potrebbero riaprire in caso di bisogno.

Il canton Berna ha deciso di chiudere due alloggi temporanei a Oberhofen e Eyfeld. Zurigo non ha da parte sua più bisogno di due centri a Witikon e Altstetten, aperti in piena crisi migratoria nel novembre e dicembre del 2015.

Allora erano state depositate in Svizzera 40'000 domande di asilo. Confederazione, Cantoni e Comuni erano alla ricerca di alloggi supplementari. Nel 2016 le richieste sono calate del 31% rispetto all'anno precedente, smentendo le previsioni.

Martedì la SEM ha reso noto le sue statistiche. In gennaio 1588 persone hanno depositato una domanda di asilo in Svizzera, ossia il 10% in meno rispetto al mese precedente e la metà rispetto al gennaio del 2016. I principali Paesi di provenienza erano l'Eritrea, la Siria, la Guinea e l'Afghanistan.

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SDA-ATS